L’analisi adipometrica, in cosa consiste?

Nutrizionista
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L’analisi adipometrica è una tecnica di misurazione degli spessori e della qualità sia del tessuto adiposo sottocutaneo che del tessuto muscolare attraverso la metodica ad ultrasuoni, particolari onde sonore che, penetrando nei tessuti in modo assolutamente indolore, vengono riflessi in maniera differente dai tessuti che incontrano lungo il loro percorso.

L’Adipometro, è un ecografo monodimensionale ad ultrasuoni a 2,5 Mhz di frequenza che raggiunge una profondità di tessuto di circa 10 cm. È connesso a un computer che, attraverso un software dedicato, permette di elaborare le immagini ecografiche dei distretti corporei analizzati e trarre numerose informazioni utili per il Biologo Nutrizionista. Attraverso uno schermo, sono visibili all’operatore e di immediata comprensione da parte del paziente, gli spessori di cute, grasso superficiale, grasso profondo e le fasce muscolari.

Con l’adipometria si misurano quindi direttamente lo spessore del grasso sottocutaneo (in qualsiasi punto del corpo, ed anche lo spessore del muscolo sottostante, che vengono espressi in millimetri. Non sono stime ricavate da formule, come per altre metodiche; qui vediamo con i nostri occhi il grasso, e vediamo il muscolo, lo misuriamo in millimetri, e ne controlliamo l’andamento nel tempo per capire tempestivamente se la strada è quella corretta o vanno fatte modifiche al percorso nutrizionale e/o di allenamento intrapreso.

Ma oltre a questa che è un’analisi di tipo quantitativo (spessore espresso in millimetri), la vera rivoluzione dell’adipometria, è la possibilità di effettuare un’analisi qualitativa accurata attraverso la stratigrafia: a differenza dell’analisi per singoli punti, con ecografo fermo in un determinato punto che misura essenzialmente gli spessori in millimetri (dandoci anche la percentuale di grasso corporeo), la stratigrafia si ottiene facendo scorrere l’ecografo lungo una determinata zona ottenendo così un’immagine a video che è una rappresentazione bidimensionale degli strati sottostanti con i relativi confini tra i diversi tessuti. (Ovviamente con la stratigrafia otteniamo anche gli spessori dei tessuti lungo tutta la zona sottoposta ad ecografia).

L’analisi qualitativa così eseguita permette di distinguere tra:

  • Un muscolo ben allenato, tonico, da uno meno allenato (indipendentemente dal loro spessore); si ha quindi la possibilità di valutare lo stato del muscolo del paziente, la qualità del tessuto muscolare e seguirne l’evoluzione nel tempo così da operare scelte basate su dati oggettivi (preparazione atletica, riabilitazione post-infortuni). Il muscolo infortunato di un giocatore a riposo si modifica non solo quantitativamente, riducendo il suo spessore, ma cambia anche dal punto di vista qualitativo, ad esempio con infiltrazioni di grasso al suo interno, visibili solo con questa metodica; ma si nota anche la perdita di tonicità, di compattezza, del tessuto muscolare, offrendo precise informazioni che variano nel corso del tempo.

Altro esempio: se è stata consigliata attività fisica, di un certo tipo, ad un paziente che però non esegue le indicazioni, sarà difficile non accorgersene durante i successivi controlli se il muscolo o i muscoli presi come riferimento sono rimasti ipotonici, infiltrati, e di uguale spessore; l’ecografia non mente.

  • Un tessuto adiposo metabolicamente “inattivo” (“fermo”), da uno “attivo”, che sta “bruciando”, in cui lo strato adiposo si va assottigliando (indipendentemente dallo spessore e quindi dalla quantità). Un tessuto adiposo che non risponde bene ad un protocollo alimentare è facilmente distinguibile, ecograficamente, da uno molto più responsivo, che mobilita le sue riserve di grasso, e questo prima ancora che si noti una diminuzione dello spessore, dando risposte finalmente più utili e immediate sull’efficacia o meno dell’alimentazione e/o dell’attività fisica proposta ad un paziente, permettendo una programmazione nutrizionale specifica a seconda delle esigenze del paziente (che possono andare dal dimagrimento di zone specifiche al rassodamento di alcune zone o al  potenziamento muscolare, e tanto altro).

ZONE DEL CORPO ANALIZZATE: ESEMPIO

Coscia anteriore

Le due linee rosse demarcano lo spessore del gruppo muscolare che comprende in alto il retto femorale e in basso il vasto intermedio. I due muscoli sono separati da una netta linea bianca di demarcazione. In alto è visibile e misurabile il sottile strato di grasso.

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